Pozzuoli – 24 / 25 / 26 Aprile 2015

Un grazie speciale a tutti voi che avete contribuito a rendere meraviglioso
il Festival di quest’anno con la vostra presenza e partecipazione!
VI ASPETTIAMO IL PROSSIMO ANNO CON NUOVE ARGOMENTAZIONI E NUOVI FANTASTICI RELATORI!

programma festival 1

Esiste un luogo in cui diritto alla bellezza e Storia si incrociano? Un luogo in cui la filosofia è libertà di pensiero; in cui il Mezzogiorno ha una sua dignità e rivendica il proprio diritto allo sviluppo; in cui la terra non è un limite invalicabile e il confine è solo una questione di punti di vista? Esiste un luogo in cui le migrazioni sono trasformazioni del paesaggio umano e non invasioni barbariche d’altri tempi; in cui decrescere è un dovere, perché di produrre disuguaglianze non ne possiamo più – e l’uomo, l’ambiente, l’anima non possono reggere a lungo? Un luogo in cui gli sprechi non sono più tollerati e si torna a voler gioire dell’essenziale? Esiste un tale luogo? Non possiamo ancora dare una risposta certa. È nostro dovere però invitare gli scettici, gli speranzosi e i curiosi, il 24, 25 e 26 aprile, a Pozzuoli: pare che qui si stiano attrezzando per crearlo, questo luogo, questa meravigliosa utopia. Incontriamo Guido D’Agostino, Aldo MasulloDomenico LucanoChiara SaracenoNadia Pizzuti e Caroline Abtibol; Gianfranco Viesti e Stefano CausaLuigi Russi Massimiano Bucchi, Nicola Magliulo e Giuseppe MicciarelliMaurizio Pallante, Maurizio Del BufaloMassimo Andrei e Renato Carpentieri e altri ancora: non incontriamo solo nomi, ma soprattutto idee – è su di queste che si regge un’utopia, no? Li incontriamo, tra lectiones e dibattiti, anche con la volontà di trarne il meglio che possiamo per il nostro territorio, perché è da qui che dovremmo cominciare a costruire la nostra Utopia. Se “la ricerca dell’utopia è una ricerca religiosa, un desiderio di assoluto” e se “l’utopia è la grande fragilità della storia, ma anche la sua grande forza. In un certo senso, è l’utopia a riscattare la storia”, come suggerisce Emil Cioran, possiamo ben sperare che questo percorso reale/ideale ci avvicini a un mondo migliore, e scoprire addirittura di esserne artefici, oltre che spettatori